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È made in Bergamo la casa domotica ideata per i disabili


Press-In anno IV / n. 645
L'Eco di Bergamo del 18-03-2012

È made in Bergamo la casa domotica ideata per i disabili

Realizzata in via Moroni per una ragazza rimasta paralizzata dopo un incidente. «Con un iPod si può controllare l'abitazione»



BERGAMO. Ci sono apparecchi che possono cambiare la vita a una persona, e non è affatto un modo di dire. Per rendersi conto di quanto può risultare vera tale affermazione, basta citare il caso di una ragazza bergamasca di 26 anni diventata tetraplegica in seguito a un incidente e che è riuscita a riacquisire autonomia proprio grazie a una serie di dispositivi. Realizzato dalla bergamasca LivingTech su tecnologia Mobotix, il progetto rappresenta uno dei pochi esempi in Italia di domotica applicata al servizio del sociale.


Interamente finanziato dall'Inail, questo sistema consente alla ragazza di fruire di oltre una cinquantina di funzionalità mediante l'impiego di un dispositivo mobile di Apple (iPod Touch), dove è stata installata HiDOM, una App progettata e realizzata da LivingTech, che ha la propria sede in Città Alta, grazie alla tecnologia Mobotix (azienda tedesca), sviluppata tenendo conto delle debolezze e delle difficoltà dell'utente disabile. In pratica, attraverso la connessione a un sistema wireless di cinque telecamere, una in ogni vano della casa ad esclusione del bagno, e di un videocitofono Mobotix, l'impianto domotico consente di accedere in tempo reale, 24 ore su 24, alle immagini di tutte le stanze, del giardino e del perimetro esterno dell'abitazione. Il paziente può accedere alle varie sequenze direttamente dal proprio iPod. Dal canto loro i familiari o gli operatori addetti all'assistenza medica e riabilitativa possono visualizzarle via Internet.


Alta tecnologia


Per ovvie ragioni di riservatezza la ragazza che ha usufruito di questi dispositivi preferisce mantenere l'anonimato, ma possiamo dire che ha accolto con entusiasmo i benefici della domotica, installata lo scorso anno nella sua abitazione che sorge nelle adiacenze di via Moroni dove vive con la mamma. In precedenza la giovane risiedeva in Valle Brembana. «Una casa tecnologicamente attrezzata – conferma Riccardo Comper della LivingTech – può veramente cambiare la vita a una persona disabile. Metterla nelle condizioni di non dover dipendere da altri e consentirle di eseguire delle operazioni tra le mura domestiche che per noi appaiono scontate ma non per lei, è una possibilità che praticamente non ha prezzo. Mi riferisco ad esempio all'apertura del cancello o della porta per far entrare delle persone in casa, all'accensione o allo spegnimento della luce o di altri dispositivi elettronici. Anche persone con disabilità fisica o psichica, più o meno grave, che non dimentichiamo trascorrono gran parte del loro tempo in casa, possono dunque ritenersi non solo sicure e tutelate, ma anche sufficientemente autonome anche senza la presenza di altre persone». Per eventuali approfondimenti il link del sito Internet che descrive il progetto è www.hidom.it.


La ragazza, descritta come una persona molto umile, è rimasta vittima di un grave incidente quando aveva 18 anni. Uscendo dal lavoro, nella zona di Piazzatorre, stava percorrendo con la bici una strada in discesa quando i freni si sono improvvisamente rotti ed è finita contro un albero. Dopo aver picchiato la testa è entrata in coma e in tale stato è rimasta per parecchi mesi. È riuscita a uscirne da questa drammatica esperienza ma con delle disabilità molto forti che l'hanno costretta su una sedia a rotelle. «La ragazza – conclude Comper – aveva un'autonomia fortemente compromessa, per cui doveva dipendere dalla sorella e dalla madre praticamente per fare tutto. Tanto è vero che prima del nostro intervento aveva a disposizione solo un fischietto al collo. Oggi invece appare come rinata perché ogni funzione di tipo casalingo risulta alla sua portata».



di Francesco Lamberini

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