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Frazioni ed equazioni, abbattuto il tabù sui disabili

Articol tratto da AFFARITALIANI.IT
 
 
Venerdí 14.05.2010 12:36
Disabili, in Italia sono 3 milioni. Solo il 3,5% ha un lavoro. I dati dello studio dell'Istat

E’ forte in Italia come all’estero il pregiudizio secondo cui studenti con sindrome di Down non possano approcciarsi con successo a materie ostiche come l’algebra nelle scuole superiori. Eppure una docente dell’Università di Padova, madre di un ragazzo che oltre alla sindrome di Down è affetto da autismo, con successo sta evidenziando il contrario. In uno studio, Elisabetta Monari Martinez ha dimostrato, con la psicologa Katia Pellegrini, che 15 studenti con sindrome di Down sono stati capaci di apprendere nozioni quali le frazioni, i numeri relativi, le equazioni di primo grado e di risolvere problemi, anche di fisica, con l’uso delle equazioni.

ragazzo down
 
“L’ipotesi di base è che i ragazzi con sindrome di Down abbiano maggiori potenzialità di ciò che si crede e che sia possibile evidenziarle adottando metodi didattici e strategie sempre nuovi in un continuo confronto tra realtà e teoria, che  motivi gli alunni in tutte le fasi dell’apprendimento - scrive la docente nella presentazione dello studio -. Infatti è ancora vivo il pregiudizio che questi ragazzi siano capaci solo di apprendimenti scolastici elementari e concreti: tale posizione sottovaluta le loro capacità”. Altri studi sull’apprendimento di programmi di matematica nelle scuole superiori (svolti in collaborazione con Nives Benedetti, Elisa Michelini, Elisabetta Baccarin e Katia Neodo, che hanno svolto tesi di laurea o specializzazione), hanno coinvolto complessivamente altri 16 studenti.

Alle spalle una laurea in matematica con lode, Martinez ha svolto in passato ricerche in algebra commutativa, ma dal 1994 si occupa di didattica della matematica e, più in generale, di problemi dell’apprendimento, soprattutto in persone con disabilità intellettiva, in particolare con sindrome di Down e/o con autismo. Per approfondire meglio questi temi, nel 2008 si è laureata in Psicologia sperimentale all’Università di Bristol. Tutto ciò è avvenuto in seguito alla nascita di suo figlio nel 1989 e dal conseguente contatto con alcune associazioni locali e altri genitori di ragazzi Down. “Da madre ho iniziato a occuparmi dell’aspetto educativo con un approccio che, per vocazione, era un po’ più scientifico rispetto alla norma. Quindi ho cominciato ad affiancare al mio lavoro questi studi, finchè non hanno preso il sopravvento”. Il progetto di apprendimento vero e proprio è nato grazie all’interesse di un’altra madre, che le chiese di aiutare le insegnanti del proprio figlio alle scuole superiori.

Particolarmente significativo è stato l’incontro con Nives Benedetti, allora insegnante specializzanda per il sostegno, e con Francesca, una sua studentessa con sindrome di Down della provincia di Treviso: “Francesca era un’allieva promettente, così Nives ha provato a insegnarle le equazioni e la risoluzione dei problemi. In seguito Nives, che aveva scelto di diventare insegnante di sostegno, è riuscita a insegnarle anche elementi di geometria analitica, esponenziali e logaritmi, applicandoli al programma scolastico di scienza dell’alimentazione e di gestione aziendale. Francesca è così riuscita a fare calcoli sulle diete, sugli interessi di capitale e sul leasing”. Benedetti è riuscita poi a interessare alla matematica anche un’altra studentessa con sindrome di Down molto più problematica e a estendere anche a lei alcuni dei risultati ottenuti con Francesca, “dimostrando che in tutti i casi si può insegnare qualcosa di interessante, senza rimanere solo sulle nozioni fondamentali, cui può provvedere la calcolatrice che tutti questi studenti hanno imparato a usare con destrezza”. Tuttavia, “è difficile diffondere i risultati di questi studi perché la gente, anche all’estero, è scettica” – conclude Martinez –. Io invece vorrei lanciare un messaggio, cioè che anche i programmi delle scuole superiori possono essere adattati a studenti con sindrome di Down”.

Alcune delle pubblicazioni della professoressa Martinez sono reperibili nel sito internet

http://www.riverbendds.org/index.htm.

 

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